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La Sezione di Udine del Movimento Federalista Europeo, in collaborazione con la Sezione di Trieste, ha formulato alcune domande per la neo-eletta al Parlamento Europeo: Debora Serracchiani.
I quesiti, riguardanti tematiche europee, sono stati sottoposti a Bruxelles da Greta Facile, Vice-Segretaria del MFE di Udine, alla quale si deve la riuscita dell'iniziativa.
Di seguito il testo dell'intervista.
Quali motivi l’hanno indotta ad accettare la candidatura al PE?
Innanzitutto il grandissimo e via via crescente entusiasmo di tutte le persone che l’hanno chiesto. Non mi aspettavo quanto è accaduto e inizialmente non nascondo che prevaleva l’incredulità. Ma sono stata quasi sopraffatta da un’onda che saliva dalla gente, che si aspettava una risposta alla sua voglia di cambiamento. Il Parlamento europeo è quasi il simbolo incarnato della voglia di futuro di milioni di cittadini del nostro continente, e io sento di essere stata eletta in un’istituzione che mi somiglia.
Ha avuto modo di conoscere il Manifesto di Ventotene e l’idea di un’Europa Federale? Ha aderito all’intergruppo federalista?
Sì, lo conosco. E sinceramente, spero che tutti i parlamentari europei eletti in Italia siano consapevoli dei tesori di cultura politica e civile che il nostro Paese riesce a esprimere, e che ad essi continuino a ispirarsi. Fa fremere d’orgoglio e di commozione il pensiero di quegli uomini confinati su un’isola, in mezzo a una guerra ancora tutta da combattere, che immaginano un futuro per l’intero continente. Un pensiero così forte da essere ancora vivo, che chiede ancora di essere compiutamente realizzato. Ho aderito all’intergruppo federalista proprio per contribuire a far avanzare il progetto di un’Europa davvero unita, libera e solidale, cioè federale.
Come Parlamentare Europeo si adopererebbe per ottenere la concessione dell’iniziativa legislativa ai membri del PE e non solo alla Commissione?
E’ un obiettivo che non bisogna mai perdere di vista, come una stella polare. Quando ai membri del PE sarà attribuita pienamente l’iniziativa legislativa avremo fatto un passo decisivo, perché allora sarà completa anche la funzione di rappresentanza popolare dei deputati europei, che in questo momento sono ancora figure ibride. Un Parlamento in cui i membri non possono proporre leggi è ancora monco.
Cosa direbbe al popolo irlandese per spingerli a votare SI al Trattato di Lisbona nel prossimo referendum?
Inutile nascondere che sono molto preoccupata per il referendum del 2 ottobre prossimo. La crisi economica non aiuta certo, neanche dal punto di vista psicologico, ottimistici sforzi di immaginazione. Dopo la precedente bocciatura, il governo irlandese ha profuso notevoli sforzi per informare i cittadini e convincerli ad approvare il Trattato, eppure sembra che gli indecisi faranno la differenza. L’intero processo di integrazione subirebbe un duro contraccolpo da un “no” irlandese, dato che il Trattato deve essere ratificato da tutti i 29 Paesi membri. I cittadini irlandesi, che sono investiti di una grave responsabilità, penso dovrebbero guardare anche ai numeri, a quanto incide l’Europa sul loro mercato interno e dunque a quale sia la loro convenienza ultima.
Che giudizio dà della Commissione Barroso e si sentirebbe pronta a rivotarlo?
Il giudizio sulla Commissione Barroso e l’eventualità di votarlo nuovamente è argomento di discussione all’interno del Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici. E dal momento che la linea definitiva è ancora in fase di elaborazione, anche per sottolineare il senso dell’unità d’intenti politica del Gruppo, preferisco aspettare che arriviamo a un’opinione condivisa.
I Federalisti Europei friulani e giuliani, lieti della disponibilità accordatagli, auspicano un approfondimento, un impegno costante e sentito per la causa federalista, per un'Europa unita, forte e consapevole da parte della Parlamentare Europea Serracchiani e sperano ci saranno altre occasioni d'incontro per sviluppare tali tematiche.
Greta Facile
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