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Costruire un Polo Laico - Liberaldemocratico... nonostante Pannella

L'altro giorno, un lettore del mio blog, mi ha lasciato un commento nel quale ha scritto:

"purtroppo nell' Italia del PD e del PD+L non vi sarà mai laicità.
laici , liberali, repubblicani, azionisti, socialisti, libertari dovrebbero unirsi intorno al carisma di Marco Pannella e tentar di modificar i rapporti di forza.
Brunetta, Fini , LaMalfa, Nucara, DellaVedova, Pannella, Nencini, Bobo Craxi, Pittella, Amato ed ora anche Bonelli in un unica alleanza con Emma premier contro la Vaticalia fascista e sfascista".


In linea di massima, sarei anche d'accordo epperò.....mi ha fatto pensare alla conversazione settimanale che Marco Pannella, padre padrone dei Radicali Italiani, ha tenuto recentissimamente con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale.
Pannella pare che si sia messo da qualche tempo a rincorrere i Verdi di Bonelli e le anime in fuga da Sinistra e Libertà.
E per l'ennesima volta non lo capisco.
Non capisco questo vecchio signore che pur quando ero ragazzino mi affascinava per la sua battaglie nonviolente e laiche. Non capisco perché perda tempo a rincorrere questi "sinistri" che di nonviolenza e laicità se ne sono sempre fregati alla grande, privilegiando le "battaglie" sindacatocratico-parassitarie e ambiental-fondamentaliste per il mantenimento dello status quo. Contro le libertà individuali e del mercato, che sono invece la premessa per le libertà civili.
Quando avevo 17 anni sono stato iscritto ai Verdi. Non l'ho mai nascosto. E' stato lì, infatti, che ho conosciuto i primi radicali storici ed è stato ancora lì che ho iniziato a prendere le distanze da certa sinistra.
I Verdi, peraltro, nel corso degli anni hanno mutato il loro DNA: da partito di sinistra moderata e per i diritti civili a utili idioti dei comunisti e serbatoio per i centri sociali più estremisti.
Che Pannella li insegua per le elezioni regionali dell'anno prossimo, mi appare l'ennesima follia radicale.
Follia radicale come quella del non volersi pressoché mai presentare alle elezioni amministrative, come spesso accaduto sulla base dei diktat pannelliani. Quando invece è proprio a livello locale che si può agire meglio politicamente: abbattendo la burocrazia, garantendo servizi migliori per i cittadini, garantendo più sicurezza e gestendo al meglio le risorse.
Quel che propone oggi Pannella sembra essere questo: per le Regionali lanciamo dei candidati comuni e facciamoli sostenere da quante più liste laiche possibili dai Verdi ai Socialisti (quali ?) e magari anche con Repubblicani e Liberali. Un bel minestrone calato dall'alto, alla faccia degli elettori e delle problematiche locali.
Ora, io che seguo da anni l'evoluzione strategica dei partiti laici italiani, mi chiedo perché Pannella si sia opposto - in sede di elezioni europee - a fare una lista con Repubblicani e Liberali, come propostogli, preferendo invece lanciare ancora una volta la personalistica Lista Pannella-Bonino.
Quello sarebbe stato non solo un bel banco di prova laico-liberaldemocratico (e non laico-minestroncratico), ma anche la sede appropriata ove rilanciare gli Stati Uniti d'Europa, cavallo di battaglia della nostra tradizione da Mazzini ad Ernesto Rossi.
E mi chiedo anche perché Pannella continui ad inseguire il nulla, ovvero non solo i Verdi ma anche i Socialisti "de sinistra" (come si definiscono), che non si sa nemmeno se esistono più dopo l'esperienza fallimentare della Rosa nel Pugno prima e di Sinistra e Libertà poi.
Con un leader così non solo i Radicali non andranno da nessuna parte (se non rimanere gli utili idioti del Pd, partito dei cattocomunisti), ma nemmeno i laici.
Diverso sarebbe proporre alle Regionali delle liste laiche locali, su problematiche essenzialmente locali. Ed accenno al fatto che, a Pordenone, come Repubblicani, stiamo per lanciare un'associazione laica trasversale che comprenda non solo chi è impegnato politicamente sul fronte laico, ma anche e soprattutto singoli cittadini sensibili ai diritti civili ed alle libertà del mercato. Il tutto organizzando settimanalmente delle riunioni il più possibile aperte.
Sul fronte nazionale, invece, come sostenitamo da anni peraltro, sarebbe opportuno avviare un percorso che porti alla costituzione di un unico soggetto politico laico-liberaldemocratico, ancorato all'Internazionale Liberale ed all'Eldr, che raccolga Repubblicani, Liberali, Radicali e tutti quei Riformatori e Liberalsocialisti che anelano ad una casa comune.
Un unico soggetto che possa anche partire da una spaccatura costruttiva dell'attuale PdL (e raccogliere gli sparuti liberali del Pd) e che potrebbe vedere protagonisti non solo Renato Brunetta, ma anche Gianfranco Fini.
Un unico soggetto politico con un'unico simbolo, un'unica sede nazionale (anche per risparmiare sui costi), un unico giornale di partito e così via.
Con un programma condiviso che sul piano economico vada dal rigore nei conti pubblici, all'aliquota unica per tutti al 20%, all'allungamento dell'età pensionabile; che sul fronte civile vada dalla  libertà di cura, di vita, di morte, per il matrimonio omosessuale e così via. Ed in politica estera miri alla creazione dell'Europa politica, amica degli Stati Uniti e dello Stato d'Israele.
Se qualcuno inizierà già a lavorare a questo progetto, non è escluso che si possa davvero ridisegnare un nuovo bipolarismo che ci veda davvero protagonisti.


Luca Bagatin 

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Luca Bagatin      inviato il   22/10/2009 19.37.41
risposta Pecoraro Scanio. Un bel rebelot insomma. Non urlo contro di loro, semplicemente non me ne curo. E preferisco proseguire organizzando una cellula laica e di libero pensiero a livello locale tipo , auspicando che ciò possa avvenire in ogni comune piccolo o grande che sia. A partire dalle libertà civili ed economiche. Inviato da: Luca Bagatin

Luca Bagatin      inviato il   22/10/2009 16.05.13
risposta Non ho mai creduto nelle rivoluzioni, ma sempre nell'evoluzione dei singoli. L'unica "rivoluzione" veramente democratica a parer mio fu quella americana del 1776 che, più che una rivoluzione, fu una lotta di liberazione dall'oppressione statalista della monarchia inglese nelle colonie dell'america del nord. Ribellione che diede vita allo Stato più democratico e liberale d'Occidente. Il liberalismo, dunque, non può essere mai appannaggio dei potenti, ma sempre e comunque dei singoli individui e dei loro meriti. Su Pannella, come ho scritto, non lo capisco da anni. Ma ad ogni modo ritengo che sulle elezioni amministrative non possano calarsi dei programmi "dall'alto", nazionali. Bensì debbano costituirsi sulla base di singole problematiche locali. I radicali (pannelliani) in questo senso hanno da sempre operato poco e male ed è un vero peccato. Sui Verdi....sono sempre stati un bel casino anche quando li frequentavo io. C'erano i liberali come me e i fondamental-opportunisti come Pe

Rigitans'      inviato il   21/10/2009 11.06.59
im my opinion dissento con la tua linea. sul progetto liberaldemocratico è giusto che ci sia, ma che sia liberaldemocrazia vera e non appannaggio dei potenti (perchè il liberalismo fu cosa rivoluzionaria, un tempo). su pannella dissento perchè reputo interessante una coalizione in cui le identità restino visibili invece che mescolarsi in modo melmoso. sui verdi sbagli opinione, perchè dopo questo congresso è cambiata la linea, ci sarà una costituente ecologista tarsversale, e i verdi sono anche disposti ad allearsi col centrodestra a livello locale se ve ne fosse l'occasione. quindi certe polemiche arrivano fuori tempo massimo, e forse invece di continuare con certo modo di urlare contro gli altri sarebbe meglio parlare dei problemi dell'italia e risolverli, a partire da una giustizia giusta e daalle questioni ambientali. http://blog.libero.it/rigitans Inviato da: Rigitans'

   
  
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