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Le politiche del lavoro sulla strada per la crescita

di Tommaso Manzillo
Il nuovo governo guidato da Enrico Letta ha impostato gran parte della propria politica economica intorno ad un tema fondamentale e caro ad uno dei suoi azionisti: l’IMU sull’abitazione principale. Benché odiata, il gettito complessivo si aggira intorno ai quattro miliardi di euro, per questo vanno analizzati i vantaggi e gli svantaggi della sua abolizione. Certamente, scordiamoci che la ripresa dell’economia e del mercato edilizio vengano soltanto o prevalentemente dall’abolizione dell’IMU, perché sono le banche a detenere il pulsante magico del settore immobiliare. Il taglio dei tassi di interesse e le decisioni assunte dalla BCE, se da un lato sono state risolutive per la moneta comune, messa fortemente in discussione lo scorso anno, come ricorda G. Vegas nell’incontro annuale con il mercato finanziario del 6 maggio, si dimostra solo una boccata di ossigeno per le banche, in quanto i mutui sono agganciati al valore dell’Euribor e agli spread che applicano gli stessi istituti di credito. 
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Andreotti: le sue fortune dovute anche all’ appoggio del PCI
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Un discorso di un presidente eccezionale degno di entrare nella storia
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di Massimo Teodori
Nelle rievocazioni delle variegate sfaccettature della vita di Giulio Andreotti è mancato, oppure è stato sottovalutato, il sostegno che i comunisti gli offrirono dalla metà degli anni ’70 alla fine degli anni ’80 del Novecento. Il miracolo di una vita pubblica così lunga, oltre che nella sperimentata intelligenza del personaggio, va forse ricercato anche nell’appoggio che gli fu offerto dall’opposizione. Si trattò di un nodo rilevante della politica della Repubblica nella stagione cruciale in cui si accentuava la crisi che portò alla fine del vecchio sistema. 
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di Luca Pannunzi
Ammettiamolo, l’Italia non è il Paese dei Public Speech. Ma quello di Giorgio Napolitano con il quale il rieletto Capo dello Stato (eccezionalità, questa, più politica che altro) ha iniziato il suo secondo mandato è a tutti gli effetti un discorso che solo i grandi della Storia sono in grado di pronunciare. Come Cincinnato, Napolitano è stato richiamato da una classe politica sorda ai richiami del Paese, incapace di comprendere quelle spinte di cambiamento che andavano imponendosi con sempre maggiore forza. 
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Gaia - Il futuro della politica secondo Casaleggio 
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Decrescita e comunitarismo le nuove sfide al Capitalismo
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Populismo: alba e tramonto ed il suo eterno ritorno
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di Domenico Grieco

Luciano Gallino nel suo testo “ l’impresa irresponsabile” rilevava le “pulsioni autodistruttive” presenti nel sistema economico capitalista. Autodistruzione nella quale il Capitale non è sprofondato in un baratro senza ritorno poiché salvato dai suoi nemici. Negli ultimi cinquanta anni, infatti, esso è stato costretto a scendere a compromessi con i suoi avversari a prezzo di dure lotte, volte a costruire il patto socialdemocratico e umanizzare così il sistema economico fondato sul capitale e la sua accumulazione. 
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di Tullio Pascoli
Per alcuni la storia si ripete; in tal caso dovrebbero poter prevedere gli eventi; noi liberali crediamo che in questa esistenza niente si ripete e, pertanto, sosteniamo che non è possibile profetizzare l’incerto avvenire. Quale sarà l’evoluzione politica del nostro Paese? Mah, l’unica cosa che possiamo affermare è che ci troviamo su di una strada complicata e poco illuminata; già, ci mancando i lumi. Fatta questa premessa, cosa possiamo dire dell’esito delle ultime elezioni? 
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Ridurre i costi alti della politica
Il decalogo che non piace alla casta
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La fine della politica e l'ultimo Papa Re (Giorgio)
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di Massimo Teodori

Sembra finalmente arrivata l’ora dei tagli alla politica ma non pochi trucchi sono dietro l’angolo. Suggerisco dieci voci per dare un colpo al sistema della casta e tentare di ricondurre a ragione il rapporto tra soldi e partiti. 1°: abrogare il truffaldino rimborso spese elettorali per le elezioni politiche (fino al 2012, 100 milioni l’anno, oggi una quarantina circa), le elezioni europee (49 ml) e quelle regionali (41 ml); e sostituirlo con erogazioni liberali volontarie e dirette entro soglie minime e con un rimborso elettorale, forse 1€ pro-voto e non pro-spese. 
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di Luca Bagatin

L'elezione del nuovo (leggi "vecchio") Presidente della Repubblica e le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia, sono state un banco di prova. Un banco di prova per una partitocrazia defunta. Partitocrazia di cui fa parte totalmente il Movimento di Beppe Grillo e di Casaleggio, che ha proposto quale candidato Presidente il già pluricandidato comunista Rodotà, già autore di una pessima legge sulla privacy. Nessuno dei partiti al Potere, non a caso, ha optato per l'elezione dell'unica donna autenticamente Garante della Costituzione, ovvero Emma Bonino. Si è optato prima per Amato, 
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Maggioranze variabili ovvero il governo liquido
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di Ludovico Martello

Il Presidente Napolitano ha conferito a Bersani l’incarico di formare il nuovo Esecutivo. Bersani inizia così la sua personale settimana di passione che, inevitabilmente, dopo una lunga Via Crucis, si concluderà sulla croce. L’obiettivo che intende perseguire l’attuale, e precario, leader del centro-sinistra è insieme semplice e geniale: procedere a colpi di maggioranze variabili al Senato. Esempio: costituire una prima maggioranza con i voti dei senatori montiani e dei senatori leghisti per ottenere la fiducia preventiva alla compagine governativa. 
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Qualche idea di sinistra 
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In nome del popolo sovrano
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L'era della volgarità
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di Luca Bagatin

"In nome del popolo sovrano" è un bellissimo affresco storico che la Rai ha recentemente ritrasmesso sul piccolo schermo. Film di Luigi Magni e dello storico Arrigo Petacco del 1990, ambientato ai tempi della Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, ovvero fra il 1848 ed il 1849. E' la storia del frate barnabita Ugo Bassi (Jacques Perrin) che, in nome di Cristo e di Mazzini, si immola alla causa dell'Unità d'Italia e della cacciata del Papa Re da Roma, affinché questi rinunci al "demoiniaco" potere temporale, per riaffermare unicamente quello spirituale, 
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di Arnolfo Petri
Non ho mai amato particolarmente le occasioni pubbliche. Non so perché, ma mi hanno sempre dato l’idea di rappresentazioni posticce, di “manierismi” eccessivi. Regole e dettami comportamentali di cui, sinceramente, posso far a meno. Per uno che fa della sacralità dell’atto rappresentativo il proprio lavoro è quasi naturale, nella vita, almeno quella privata, cercare l’altro lato della verità, quello meno esteriore. I miei amici, quindi, sanno molto bene che è quasi inutile invitarmi a “prime”, vernissage, presentazione di libri o altri eventi mondani 
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Le sorgenti del male di Zygmunt Bauman
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San Giuseppe Garibaldi
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di Zygmunt Bauman
Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate? Zygmunt Bauman, uno dei più grandi pensatori viventi, già nel 1989, con Modernità e olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato di un «incidente» della Storia e dimostrando che invece la «società dei giardinieri» illuministi (bene attenti a estirpare le «erbacce») aveva raggiunto con l’olocausto il suo risultato più esemplare. 
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di Luca Bagatin

E se Garibaldi, anziché unificare l'Italia e poi cederla a Casa Savoia, avesse combattuto per conto del Papa ? E se Garibaldi, anziché essere stato un acceso anticlericale, avesse ambito ad una Chiesa dei poveri ? E se Garibaldi, anziché essere diventato icona del mondo laico e risorgimentale, fosse diventato icona sacra del mondo religioso e cattolico ? Questa, l'ipotesi fantastorica di "San Giuseppe Garibaldi", edito da Editoriale Albero e scritto, nel 1987, da Franca Bigliardi Carpi, che per questo romanzo ricevette il premio L'Espresso da una giuria di altissimo livello composta, 
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